Il sindaco del Rione Sanità

Tempo fa avevo reso omaggio al maestro Eduardo De Filippo ricordando una sua poesia, “L’ammore ched’è”. E’ forse un po’ insolito esaltare un attore e regista teatrale per le sue doti di poeta, quindi stavolta intendo celebrare proprio una delle sue migliori opere teatrali, “Il sindaco del Rione Sanità”. Non è forse tra le sue opere più famose in assoluto (di sicuro non alla pari di capolavori come “Natale in casa Cupiello”, “Napoli milionaria” o “Filumena Marturano”), ma altrettanto certamente non è da meno da un punto di vista artistico e contenutistico.

Commedia in tre atti, della durata complessiva di quasi 3 ore, “Il sindaco del Rione Sanità” è un’espressione abbastanza fedele delle idee di Eduardo, spesso pessimista e disilluso nei confronti del genere umano e della società; nella fattispecie, l’opera tratta il tema (che risulta di attualità sostanzialmente in ogni epoca), dell’ingiustizia, e nella fattispecie l’autore affronta il problema del rapporto che hanno gli ignoranti con essa, o per meglio dire con l’ “ingranaggio della MACHINA mangiareccia della società costituita”, sistema dal quale rischiano costantemente di essere fagocitati proprio a causa della loro ignoranza e, quindi, della loro incapacità di rapportarsi con essa con la dovuta “cattiveria” e astuzia.

(se il video dovesse essere rimosso, segnalatemelo).

Antonio Barracano (interpretato da Eduardo), conosciuto da tutti come il “sindaco” del Rione Sanità, da giovane ha avuto a che fare con l’ingiustizia e la sofferenza e, per questo motivo, ha deciso di difendere gli uomini dalle leggi interpretate in malafede.
Il dottor Fabio Della Ragione (impersonato dallo straordinario Ferruccio De Ceresa), pur non condividendo l’ideale di giustizia dell’amico Antonio, per un trentennio si è prodigato nel salvare la vita a quei feriti che si presentavano in casa Barracano per raccontare la propria versione dei fatti a proposito di un certo accaduto delittuoso. Giunto però all’esasperazione, Fabio vuole andarsene, fuggire da quell’ideale di giustizia che, a suo parere, ha prodotto ed agevolato “una classe di uomini spregevole e abbietta, che poi è la vera piaga di una società costituita”. Al contrario, il “sindaco” crede quella classe di persone non sia la vera piaga della società, bensì la “vera vittima”, vittima della propria ignoranza e del sistema sociale che la sfrutta, essendo essa incapace di difendersi se non con i propri mezzi.
Antonio viene coinvolto in una lite (al culmine di una intricatissima vicenda familiare tra un figlio e suo padre, tutta da seguire) e viene mortalmente ferito; fedele al proprio ideale, per evitare che i figli lo vendichino, non denuncia il suo aggressore e nemmeno acconsente di essere accompagnato all’ospedale ma, poco prima di morire, convoca il dottore e, con la scusa di un saluto prima della sua partenza per l’America, lo costringe a stilare un certificato di morte in cui dichiara il decesso per “collasso cardiaco”, non per lesioni dolose. Il dottore rifiuta e alla fine dichiarerà di voler scrivere il referto medico “come mi della la coscienza”, tuttavia accetta di restare per raccogliere l’eredità di Antonio e per continuare la sua opera, senza più coperture e compromessi, ma portando la verità fino in fondo.
L’ingiustizia è uno dei temi preferiti di Eduardo: sia quella civile, che quella sociale e familiare; in questa commedia la ribellione dell’autore si scinde nei due personaggi protagonisti: Antonio Barracano, simbolo della sete di giustizia che salva sia la vittima che l’aggressore, e il suo controcanto, il dottor Fabio della Ragione, che combatte in nome della verità e della legalità, lasciando ad ognuno le proprie responsabilità.

Magistrale il monologo finale dello stesso dottore che, una volta morto Antonio Barracano, lancia una dura invettiva contro i convitati ad una cena di addio per la sua partenza (che poi non avverrà) per denunciare la bassezza morale, l’ipocrisia e la malafede della società. Ma è l’intera opera ad essere un capolavoro: i temi trattati, il modo in cui essi vengono trattati e poi (ovviamente) l’ineguagliabile capacità nella recitazione dei vari personaggi (in particolare di Eduardo e suo figlio Luca, nei panni di “Rafiluccio Sant’Aniello”, ma anche di Ferruccio De Ceresa), per non parlare dei costumi e delle sceneggiature, rendono questa commedia (che in realtà è forse più una tragi-commedia) un’opera assolutamente imperdibile.

Auguro a tutti una buona visione.

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~ di thaumazein su 20/08/2010.

10 Risposte to “Il sindaco del Rione Sanità”

  1. Manca la seconda parte , perche’?

    • Ciao, grazie della visita.

      Quale seconda parte? I video su YouTube dovrebbero essere 19 anche se, come dicevo alla fine dell’articolo, manca il settimo. Si può ovviare vedendo quella parte su Megavideo, ho fornito il link apposito.

    • quanto sono stato “smart”!!! *.*

      beh, il blog lo utilizzo come una sorta di hard disk esterno. purtroppo ho scoperto che più si va avanti e più aumentano i pensieri e io sono il classico tipo che si perde nelle proprie contorsioni mentali. insomma ho bisogno di far spazio ogni tanto nella mia testa :P

  2. OK per YouTube ma io mi riferivo a Megavideo…anche se non l’ho scritto..:)
    Amo Eduardo e mi vorrei scaricare tutta la commedia , cosa che su Megavideo posso fare piu’ agevolmente.
    Ciao e grazie per la risposte.

    • Ah! Non avevo notato che su Megavideo ci fosse solo la prima parte! Purtroppo in streaming non penso si trovi sul web, a parte YouTube… l’opera la puoi vedere comunque tutta, se poi vuoi scaricartela intera ti conviene cercarla con emule o simili, io non mi sono mai posto il problema perché ce l’ho in videocassetta da diversi anni.

      Poi se provi a cercare in qualche libreria o videoteca non è escluso che tu possa trovarla, e credo non costi nemmeno tanto; lo stesso dovrebbe valere per le altre opere di Eduardo… potresti provare presso qualche sede della Feltrinelli o simili.

      Condivido comunque il tuo amore per Eduardo, un artista che adoro fin da quando ero bambino :)

  3. Certo che artisti del calibro di Eduardo de Filippo difficilmente ne vedremo ancora!

    P.s.: perdona il mio poco acume, ma non sono riuscito a capire chi sei :/

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